Raw uncooked seabass fish with vegetables, grains, herbs and spices on chopping board over rustic wooden background, top view

La dieta mediterranea nel XXI secolo

La Dieta Mediterranea è uno stile alimentare distintivo dei popoli che affacciano sul bacino mediterraneo, ove sussistono condizioni geo-politiche caratteristiche per la coltivazione e la diffusione di alimenti tipici. Il biologo statunitense Ancel Keys, negli anni ’50, fu il primo ad evidenziare i benefici associati ad un regime alimentare Mediterraneo tanto da indurlo ad avviare lo studio “Seven Country Study”. L’importanza della dieta Mediterranea ha fortemente spinto la Comunità Scientifica ad intraprendere studi di correlazione tra uno stile di vita Meditarreneo e patologie degenerative, evidenziando sempre un forte beneficio in termini di riduzione di possibilità di malattia. Nel 2012 l’UNESCO proclamò la dieta Mediterranea “Patrimonio dell’Unesco”. Ma in cosa consiste la dieta Mediterranea? La dieta mediterranea consiste nel combinare determinati tipi di alimenti seguendo delle regole precise:

  • sostituendo il sale con le spezie;
  • mangiando una porzione di verdura a pranzo e a cena;
  • mangiando la frutta fresca e la frutta secca come spuntini;
  • mangiando uova e legumi almeno due volte a settimana;
  • sostituendo la carne rossa (al massimo una volta a settimana) con carne bianca e pesce, soprattutto quello azzurro, per circa 3 porzioni la settimana;
  • utilizzando olio d’oliva al posto del burro e limitando i grassi saturi ed il consumo dei formaggi;
  • evitando di consumare prodotti precotti, industriali e junk food ovvero i cibi ricchi in conservanti, coloranti, grassi e zuccheri altamente nocivi per la salute;
  • bevendo non più di 2–3 bicchieri di vino rosso al giorno e limitando quindi il consumo di alcolici;
  • bevendo molta acqua, indispensabile per l’idratazione dei tessuti, la diluizione degli zuccheri nel sangue e l’espulsione delle tossine e delle scorie che si depositano nell’organismo;
  • consumando ogni giorno almeno una porzione di cereali, meglio se integrali, per l’assimilazione dei carboidrati e lo yogurt per l’assunzione di fermenti lattici;
  • limitando il consumo dei dolci (riservandoli per occasioni particolari) e degli zuccheri raffinati;
  • facendo almeno cinque pasti al giorno, 3 principali e 2 spuntini, seduti a tavola e non di fretta
  • facendo regolarmente attività fisica
Come accennato, la Dieta Mediterranea ha riscosso sempre più attenzione per la sua relativa associazione inversa con le malattie cardiache e diverse forme di cancro. L’osservazione di fondo è partita all’inizio degli anni ’60 monitorando lo stato di salute degli adulti situati nelle zone bagnate dal Mar Mediterraneo. Il riscontro positivo che ne è derivato non poteva essere attribuito ai livelli di formazione, alla situazione finanziaria o ai sistemi di sanità in quanto in questa zona, negli anni ’60, gli indicatori socio-economici erano molto più bassi di quelli dei paesi più industrializzati. Così l’attenzione si è concentrata sulla dieta come uno dei fattori esplicativi chiave e da qui ne sono scaturite le prime ricerche scientifiche a riguardo. L’odierna osservazione invece è: “In quale direzione sta cambiando questa dieta?” Per potere rispondere a questo dilemma, dobbiamo conoscere cos’è la Dieta Mediterranea. Sono almeno 16 i paesi bagnati dal Mar Mediterraneo. Le loro popolazioni variano in termini di cultura, religione, condizione economica e politica e parecchi altri fattori che possono influenzare lo stile alimentare. Tuttavia, la dieta di questi paesi mostra in comune molte caratteristiche incentrate soprattutto intorno al consumo dell’olio di oliva e ad un uso ingente di frutta e di verdura. Le proprietà nutrizionali di alcuni alimenti sono correlate con la prevenzione e la terapia di numerose patologie. Lo scopo primario della dieta è proprio quello di fornire i principi nutritivi basilari necessari a soddisfare le esigenze nutrizionali dell’individuo in modo da prevenire malattie e disturbi dovuti alla carenza di essi oltre a fornire i mattoni base quali acqua, proteine, carboidrati, lipidi, vitamine e sali minerali, fondamentali per lo sviluppo e la crescita e/o la riparazione dei tessuti. Negli ultimi anni però, il concetto di cibo ha subito una radicale trasformazione fino al punto di attribuire agli alimenti, oltre che alle classiche proprietà nutrizionali e sensoriali, anche un importante ruolo nel mantenimento di un corretto stato di salute e nella riduzione dell’insorgenza di alcuni tipi di patologie.

IL PARADOSSO DEL XXI SECOLO: LA CULLA MEDITERRANEA DELL’OBESITA’ INFANTILE Nel XXI secolo è stata definitivamente avviata una forte opera di sensibilizzazione della popolazione ad un regime nutrizionale Mediterraneo. Ma nonostante ciò, nella società Mediterranea ed in particolare nello stato Italiano diversi studi hanno evidenziato diverse criticità legate al paradossale aumento dell’Obesità Infantile. Secondo le ultime stime fornite dallo studio Okkio alla Salute condotto dal Ministero della Salute si evidenzia che: <<I bambini in sovrappeso sono il 20,9% e i bambini obesi sono il 9,8%, compresi i bambini severamente obesi che da soli sono il 2,2% [IC95% 2,1-2,4]. Si registrano prevalenze più alte nelle regioni del sud e del centro>>. La dieta Mediterranea, quindi, viene predicata bene nel suo razionale ma, nell’atto pratico, viene mal recepita dalla popolazione che nella maggior parte dei casi crede di adottare uno stile di vita mediterraneo, ignorandone o trascurandone le regole.

obesitaQuesti dati sono stati di supporto scientifico per una preliminare analisi epidemiologica condotta su un campione di cittadinanza Salernitana svolta nel corso della Manifestazione Yoga Expo 2016 patrocinata dall’ Ordine Nazionale dei Biologi. Nel corso dei seminari i Biologi Nutrizionisti hanno cercato di infondere alla popolazione le regole di una sana e corretta alimentazione, ponendo forte attenzione sugli alimenti adoperati in un regime nutrizionale tipicamente Mediterraneo. Infatti, attraverso uno stand dedicato, l’Ordine Nazionale dei Biologi ha offerto alla popolazione la professionalità di Biologi Nutrizionisti volti a dispensare utili consigli nutrizionali. Nel corso della manifestazione i professionisti hanno distribuito alla popolazione un questionario che ha permesso di indicizzare il grado di aderenza alla dieta Mediterranea. A conclusione dello studio si è evidenziato che più dell’80% della popolazione segue un regime dietetico che si discosta fortemente dalla dieta Mediterranea e che il grado di scarsa aderenza alla dieta Mediterranea correla positivamente con problemi di sovrappeso. L’opera di diffusione scientifica di un regime alimentare sano e corretto ha inizio ed i Biologi Nutrizionisti sono schierati in prima linea.

Dott. Vincenzo Cosimato, Biologo Nutrizionista